La Tecnica di Pesca basata sulla Ricerca, sintesi fra tecniche Verticali e Traina
Se le Tecniche Verticali hanno aperto un strada a nuovi approcci alla pesca ai grandi predatori, la Traina, in particolare quella col Vivo, se praticata in modo classico, a velocità limitata, costante, a quota costante che sia rasente il fondo che a mezz’acqua, ha diminuito, progressivamente, la sua efficacia; ho quindi pensato ad una innovazione concettuale che ho definito come tecnicha di Pesca di Ricerca
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Parole Chiave: Tecniche Verticali, Vivo manovrato, Traina Manovrata, Pesca di Ricerca, Canne Polivalenti
Il primo passo verso questa nuova tecnica e nuovo approccio, lo feci a seguito dell’esperienza come pioniere del vertical jigging cui mi dedicai per almeno un quinquennio in modo esclusivo ed intenso; ripresa la pratica della traina mi resi conto che la tecnica tradizionale non aveva più l’appeal sui predatori dei vecchi tempi, cominciai quindi a ragionare non più in termini Orizzontali come nella traina col vivo classica e lineare, ma in termini Bidimensionali affiancando all’azione Orizzontale quella Verticale insieme ad un utilizzo costante delle variazioni di velocità
Traina Manovrata
Nella traina tradizionale, la principale variazione che era utilizzata consisteva nell’effettuare delle curve, specialmente in presenza di marcature o way point collaudati; l’efficacia della “curva”, esperienza comune a tutti i trainisti, era dovuta sia alla variazione di velocità che a quella di quota connesse alla variazione di traiettoria; partendo da questa esperienza classica allargai il campo delle variazioni, passando a quella che definisco Traina Manovrata, caratterizzata da variazioni di velocità e di quota, per fare solo qualche esempio esplicativo:
- variazioni di quota e velocità fino ad arrivare allo stop & go, poggiando il piombo appena in anticipo rispetto alla marcatura o al way point collaudato e ripartendo
- portando l’esca direttamente o poco in anticipo, in alto sopra la marcatura o way point collaudato, e facendola scendere più o meno in Verticale, più o meno velocemente;
- portando l’esca direttamente o poco in anticipo, vicino al fondoi sotto la marcatura a mezz’acqua, ripartendo e recuperando filo più o meno velocemente in modo da far percorrere all’esca una traiettria più o meno verticale in risalita
Pesca di Ricerca
Concettualmente la definizione come la messa in pratica è molto semplice, serve una canna che prevalentemente è impostata da tecniche verticali e con mulinello rotante, preferibile per i destrimani un mulinello a manovella sinistra dotato di cicalino e si svolge alternando tecniche verticali con esche prevalentente Vive, ma anche Morte o in Gomma Piombata a forma di pesce o cefalopode, a tecniche in movimento quali lo scarroccio libero, orientato, la traina manovrata …
La paratura tipo prevede:
- un elemento affondante costituito da:
- un semplice piombo anche dotato di bracciolo a mo’ di guardino
- al posto del piombo, da un un jig non armato per un’attrazione supplementare visiva e dovuta alle vibrazioni
- da una pallina (tai Rubber, Zoca ecc…) scorrevole o fissa
- da un Inchiku normale o con octopus e paratura modificati con l’aggiuunta di esche naturali o vive
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- un terminalino con gli ami di lunghezza poco o nulla superiore a quella dell’esca:
- generalmente gli ami sono due in linea per esca viva o morta
- gli ami possono essere sia J che Circle a seconda delle preferenze e del tipo di canna che si utilizza
- personalmente da tanti anni per gli ami uso un terminalino in treccia multifibra ad elevato carico di rottura e resistenza all’abrasione (ottima quella per gli assist
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- eventualmente un bracciolo che ha la funzione di lavorare l’esca a “svolazzo”
- il bracciolo può essere a lunghezza fissa, regolabile e/o scorrevole
- la lunghezza del bracciolo dipende dalla percentuale di utilizzo in verticale rispetto all’impiego in movimento
- per le esce pesce sembra preferibile l’adozione di un bracciolo svolazzo
- il bracciolo può essere di lunghezza variabile e/o regolabile quando si usino zavorre scorrevoli attraverso l’utilizzo di stopper opportunamente posizionati sul bracciolo o anche sul terminale che funge, in questocaso, per una certa lunghezza da bracciuolo a svolazzo
- …
Le Canne adatte alla Pesca di Ricerca
In sostanza esistono due tipologie di canne adatte alla Pesca di ricerca, in dipendenza di due fattori:
- percentuale di utilizzo in Verticale rispetto all’utilizzo in Scarroccio, Scarroccio Orientato, Deriva, Traina
- utilizzo, specie nelle fasi in movimento, del porta-canna piuttosto che della canna in mano
- profondità di pesca
- tipologie di esca
- prede obiettivo
Gli elementi che cambiano in funzione dei fattori di cui sopra sono:
- la reattività della vetta che a seconda dei casi e delle canne può variare come tipologia dal dal passivo, a pastosa o a nervosità moderata
- la taratura di portata in termini di zavorra, taratura complessa e di compromesso in quanto influenzata da diversi fattori nell’uso verticale o in traina
- la riserva di potenza a parità di altre caratteristiche
I modelli o le serie specifiche o adatte o adattabili alla pesca di ricerca sono:
- La serie Unasheti Rabdo, che nasce proprio per la pesca di ricerca e spesso prevede progetti one-off che sono spesso rielaborazioni mirate di tutti i modelli che seguono in quest’elenco
- La serie Spistiddadora, adatta per utilizzi per i quali le fasi in movimento non superino il 50% dell’utilizzo e/o nelle fasi di movimento si preferisca tenere la canna in mano
- La Zirogna, più adatta a tecniche che prevedono parature con piomo (o jig) guardiano e bracciolo dell’esca a svolazzo
- La serie Unascheti Mala, con modelli specifici, spezzo progettati one-off, quando ci si rivolge a prede di taglia e sia richiesta una riserva di potenza importante
- La Unasheti Balla Sola, per la sua polivalenza che che ne allarga il campo di utilizzo